martedì 26 marzo 2013

Viole che fioriscono, robottini e libellule

“fiorivano le viole” - Perugia Via della Viola
Manifesto

Siamo una cellula di resistenza creativa contro il degrado culturale e civile che attanaglia le nostre strade, i nostri luoghi, il nostro sentire.
Crediamo nell’unione quale possibilità di una rinascita, quale istanza creativa e necessaria all’essere
Crediamo nella bellezza dell’arte
Nella sinuosità delle forme
Nella profondità della musica
Nella gentilezza delle piante
Nell’amore tra gli uomini
Fondiamo insieme questa associazione quale baluardo contro la deriva individualistica ed economica della modernità che ha ceduto lo spirito al danaro e l’emozione al potere
Crediamo al momento conviviale quale occasione di uno scambio creativo, ricreativo, ispirato
Sentiamo lo spirito quale forza magnetica che permea il creato
quale energia diffusa in grado di creare intime relazioni tra gli animi
Vogliamo creare una rete operativa che si opponga alla depressione e alla solitudine della tecnica attraverso la creazione di uno spazio comune, laboratorio di scambio continuo e sincero

Ci interessa il cuore, l’intelletto, l’inconscio.



Niente di meglio che il suo Manifesto, per descrivere cos'è "Fiorivano le Viole", io aggiungo che ho trascorso una bellissima giornata, e serata, facendo il jolly fra il banco di una mia amica e il banco delle Riciclamiche che a questa giornata hanno dedicato un post dove potete vedere altre foto, e anche nella pagina facebook dell'associazione. 
Tra fiori veri e finti: di stoffa, di carta e di cerchioni delle auto dipinti per ornare il palco per la musica;
meduse ondeggianti in aria e per strada, sole e pioggia, musica di tutti i tipi e giochi...






(le foto provengono dal gruppo facebook di Fiorivano le viole)


Una menzione speciale (ma solo una delle meravigla di Via della Viola - via Cartolari) al laboratorio di Robotologica (http://dinamicadinamica.wordpress.com/), dove..non si butta via niente!
Tutti, grandi e piccoli, spulciando fra materiali scartati - più che altro tecnologici - possono costruire il proprio personale robottino, e poi portarselo a casa o riscattarne un altro favorito, con soldi oppure portando altro materiale. Quelli sotto sono i nostri primi robottini...



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Questa invece è una sleeping girl dedicata, tutta per Lettera Psy e il suo mondo filosofico e creativo


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venerdì 22 marzo 2013

Monte Cimino, Viterbo

Dopo parecchi mesi, sono tornata a fare una piccola escursione, fuori dalla mia regione, ma non troppo lontano. 
"Si inizia a 763 m di altitudine, lungo la Strada del Cimino, dove imbocchiamo una comoda sterrata forestale che in graduale salita porta alla vetta del Monte Cimino (1053 m), il più antico e alto vulcano del Lazio. La parte sommitale, occupata in tarda 'età del bronzo da un importante abitato, è costituita da una straordinaria faggeta, più impenetrabile e più spaventosa che non siano state al mio tempo le foreste della Germania (Livio). Maestosi faggi plurisecolari, alternati da grossi massi lavici formano uno scenario di grande suggestione, set di alcuni celebri film come Il Marchese del Grillo di Mario Monicelli. Passiamo davanti al Sasso Naticarello, enorme macigno lavico rimasto curiosamente in bilico sopra una sporgenza rocciosa, naturae miraculum (Plinio il Vecchio), per poi procedere verso la cima dominata da una torretta moderna. Scendiamo dal versante opposto e dopo una breve digressione verso i straordinari massi trachitici (...)"

"maestosi faggi plurisecolari" è stata la frase che mi ha convinto...

La faggeta era, ovviamente, bellissima, maestosa e magica, ancora intirizzita dal freddo e spoglia, ma piena di bucaneve e ciclamini pronti a sfidare il clima, ai bordi di un sentiero di terra nera; più avanti antichissimi castagni, in gruppo o solitari, le cui buie cavità erano chiaramente dimora di streghe e chissà chi altro. Ancora scendendo, boschi di castagni più giovani, alti e diritti verso il cielo, con le radici affondate in una terra molto rossa e i cui tronchi e rami mossi dal vento gelido battevano in alto fra di loro suonando ritmi segreti.


http://www.flickr.com/photos/_alchimista_/sets/72157633061040330/

Io naturalmente ero sempre l'ultima della fila, macchina fotografica alla mano, naso all'insù, ginocchia sporche di terra per fotografare un bucaneve minuscolo o un lichene, o un fungo, deviazioni per toccare  e restare incantata da qualche albero altissimo, piena di rispettosa devozione.

Non avrei voluto andarmene, c'era una sensazione di pace e di protezione lì sotto.
Spero di poterci tornare nelle altre stagioni!

Più guardavo i rami, o quel lichene che ho in mano in una delle foto, e più pensavo ad una foto vista in rete la sera prima, e alla riflessione scaturita, a quanto siamo collegati con tutto ciò che ci circonda; a quanto i rami degli alberi, le piante, il nostro sistema circolatorio, le ramificazioni dei fiumi, i nostri bronchi, il sistema linfatico, abbiano una struttura simile.
Siamo un unico organismo, e questo mi rasserena, il senso di solitudine e di paura dell'ignoto insito dell'essere umano, si dissolve; per contro tutto ciò mi rende sempre più sensibile alle nefandezze che abbiamo compiuto e stiamo compiendo nel nostro sistema vivente.

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Con questa foto, come altre volte, spero di diventare un'altra puntina nella mappa del Viaggio Emotivo
http://ilviaggioemotivo.blogspot.it/

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